Graziana Garofalo

La Biblionauta incontra Persefone

Dalla suggestione del famoso programma Rai andato in onda nel 1975, e dall’appassionata lettura degli scritti di Giorgio Manganelli e di quelli di Luciano di Samosata, è nata l’idea di riformulare, reinventare e proporre le interviste impossibili. I protagonisti che prenderanno parte agli incontri fanno parte dell’immaginario collettivo, alcuni di loro sono personaggi nati dalla penna di grandi scrittori, altri invece sono divinità mitiche senza tempo. L’intento della Biblionauta è quello di dialogare con loro per conoscerli un po’ più da vicino e magari condividerne qualche aspetto inusuale.

Pharos

“La luce filtra tra le morbide onde della tenda che vibra lentamente al soffio di una piccola brezza, pneuma luminoso ammiccante un nuovo giorno. Il mio sonno è stato breve e pesante, con il corpo abbandonato sugli scritti di matematica di Euclide e di Archimede, e i commenti di Teone, mio padre. Il risveglio è…

Acqua

“In una tale fluida atmosfera io vivevo si può dire nuotando e sentivo via via smussarmisi gli attriti e io dissolvermi, assorbito in essa. Ma ritrovar me stesso, bastò che mi ritrovassi nel vecchio fiume asciutto. Mi muoveva – era estate – un desiderio d’acqua, religioso, quasi un rito. Mi disponevo, scendendo tra le vigne…

Oceano

“Egli era vivo, in stato di veglia, e laggiù, isola o continente che fosse, c’era una cosa. Che cosa fosse non sapeva: come i colori dipendono e dall’oggetto da cui sono affetti, dalla luce che vi si riflette, e dall’occhio che li fissa, così la terra più lontana gli appariva vera nel suo occasionale e…

Camminare

“Un giorno dello scorso novembre vi fu un tramonto straordinario. Stavo camminando in un campo, presso la sorgente di un piccolo ruscello, quando il sole, un istante prima di tramontare, dopo una giornata fredda e grigia, raggiunse uno strato di trasparenza all’orizzonte, e la più dolce, la più fulgida luce mattutina si posò sull’erba asciutta,…

Il Cerchio

Era tutta ombra la caverna. Ne percepivo appena i contorni. Strano quel fosso! – pensai. Poi guardai verso l’alto, mi sentivo umido e schiacciato. No, non ricordo bene l’inizio della storia, ma mi ricordo come stavo. E me ne stavo disteso nella concavità della roccia. Così per gioco, forse per nascondermi, forse perché quello era…